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La community al servizio del business e viceversa

Pubblicato il 13 marzo 2026

Come è possibile che aziende che operano nello stesso mercato, sostanzialmente in concorrenza tra loro, scelgano di confrontarsi apertamente e condividere esperienze?

E quale impatto può avere questa scelta sul business di chi quella community la promuove?

Alessio Fattorini, Community Marketing Manager di Nethesis, racconta la nascita degli "Eroi Digitali", la community dei partner avviata tra il 2017 e il 2018 che oggi annovera membri da tutta Italia.

Si parte dalla definizione: una community esiste quando c'è uno scopo comune, quando le persone si aiutano tra loro e quando percepiscono un senso di appartenenza. Da qui può prendere forma un ecosistema che supera il rapporto uno a uno tra azienda e partner.

Per i partner il vantaggio è concreto: apprendimento più rapido grazie all'esperienza condivisa, confronto su problemi tecnici e normativi, scambio su scelte strategiche e possibilità di sviluppare relazioni che generano anche nuovo business.

Per Nethesis la community diventa un generatore di fiducia ed entusiasmo, elementi che incidono sulla continuità della relazione e sulla maggiore predisposizione alla valutazione e all'adozione di nuovi prodotti.

La community vive attraverso strumenti e momenti ricorrenti: meeting annuali, roadshow territoriali, forum riservati, canali online, call periodiche, eventi organizzati dagli stessi partner.

L'azienda mantiene un equilibrio tra presenza e spazio lasciato al confronto, entra nel dialogo anche quando emergono critiche e le utilizza come occasione di chiarimento e orientamento.

Lanciare una community ha senso quando esiste un vantaggio strategico per l'azienda e un bisogno reale dei clienti di parlarsi e confrontarsi.

Serve un processo di co-creazione continua capace di adattare il progetto nel tempo e mantenere vivo lo scopo comune.

Trascrizione dell’episodio

Qui trovi la trascrizione integrale dell’episodio.

Quella che segue è la trascrizione integrale dell’episodio.
Essendo una trascrizione dal parlato, può contenere ripetizioni, frasi spezzate o imprecisioni formali.
Privilegiamo la fedeltà alla conversazione effettivamente avvenuta.

Introduzione all’episodio 

Ciao, sono Andrea Veca, e ti do il benvenuto a MingaMal, il podcast che instilla dubbi per migliorare.

Oggi parliamo di community di clienti, con Alessio Fattorini, Community Marketing Manager di Nethesis nonché compagno di palchi di lunga data. Alessio ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione della community dei clienti di Nethesis. Si tratta di aziende che operano nello stesso mercato, spesso nelle stesse città, e quindi in concorrenza tra loro.

Questo è un vantaggio, essendo simili si possono confrontare su problemi simili, o uno svantaggio, essendo concorrenti non si confrontano su nulla per non svelare i loro segreti? Lo scopriamo tra pochissimo. Alessio ci racconta come è nata la community, come si gestisce e conclude allargando il discorso ad aziende la cui clientela non è uniforme: per costoro è possibile lanciare una community? E quando ha senso?

Ci sentiamo alla fine dell’episodio per un paio di chiacchiere conclusive.

Due cose al volo.

  1. Se MingaMal ti è utile, lascia recensioni e stelline. E compila il sondaggio legato all’episodio: mi interessa capire che cosa ne pensi. Link in descrizione.

  2. Se sei un Managed Service Provider, ti segnalo l’evento dell’otto maggio a Verona: 2026, l’anno della crescita degli MSP. Link pure in descrizione.

Se non sei un MSP, scusa l’interruzione.

Buon ascolto.

Chi è Alessio Fattorini e che cosa fa Nethesis

Andrea Veca

Buongiorno Alessio Fattorini, Community Marketing Manager di Nethesis. Ciao Alessio, grazie mille per aver accettato l'invito.

Alessio Fattorini

Ciao Andrea, ciao a tutti quelli che ci stanno ascoltando. Buongiorno.

Andrea Veca

In attesa di capire esattamente che cosa fa un community marketing manager, nel ringraziare ancora una volta Alessio, voglio condividere con te, cara ascoltatrice, caro ascoltatore, il senso di questo episodio. Alessio cura da diversi anni la comunità dei clienti di Nethesis e tra brevissimo scopriremo anche chi è Nethesis e che cosa fa, e vorremmo capire insieme ad Alessio perché lo fa, cioè qual è il vantaggio in termini di business nel gestire una comunità di clienti.

Attività che ovviamente ha dei costi, ma che porta molto probabilmente, già che lo fanno da anni, anche dei vantaggi. Insieme ad Alessio vorremmo capire quali sono i costi, grosso modo, ma soprattutto quali sono i vantaggi.

Bene Alessio, io direi che mi taccio perché è il momento di fare parlare te. Allora ti chiederei in due parole di raccontarci chi è Alessio Fattorini, chi è Nethesis e magari che cosa fa un community marketing manager.

Alessio Fattorini

Perfetto. Allora io faccio il community marketing manager, cioè gestisco come marketing manager di Nethesis tutta la comunicazione insieme al mio team, tutta la comunicazione di Nethesis. Quindi noi cerchiamo di trasmettere all'esterno, ai nostri partner, ai nostri clienti, cosa facciamo, come lo facciamo e in che cosa crediamo.

E come community manager, invece, gestisco le due community che stanno intorno alla mia azienda: una è una community open source di prodotto internazionale e l'altra invece è la community dei partner Nethesis che si chiama Eroi Digitali. E che dopo magari ne parliamo anche meglio.

Nethesis che cosa fa? Nethesis è un'azienda di software. Noi siamo uno dei principali produttori italiani di soluzioni open source per il business. Ci occupiamo di cyber security, telefonia, collaboration, tutto quello che serve all'azienda per comunicare e collaborare.

Che cos’è una community, secondo Fattorini

Andrea Veca

Perfetto, chiarissimo. Allora direi di concentrarci sulla parte degli Eroi Digitali, quindi sulla community dei partner, che poi è un nome ganzo per dire cliente o non lo so perché lo dirai tu. Quindi la community dei partner di Nethesis, giusto per essere sicuri di non usare termini inglesi a caso e di non perderci nelle sfumature dei termini in inglese, mi dici la tua definizione di community e poi di community di partner?

Alessio Fattorini

Allora, la parola community si usa in mille modi diversi, per cui è stata messa vicino a tante cose. Per me la community è un gruppo di persone che hanno tre principali caratteristiche:

  1. uno scopo in comune

  2. si aiutano l'un l'altro

  3. percepiscono un senso d'appartenenza.

Quindi hanno uno scopo comune, hanno un progetto, un'idea, una passione, devono costruire qualcosa insieme, si muovono in una stessa direzione, può essere un prodotto, uno sport, una visione, una tecnologia.

Si aiutano l'un l'altro, quindi non esiste community senza relazione tra i partecipanti, ci deve essere una conoscenza, un aiuto reciproco.

E ci deve essere un senso d'appartenenza, cioè le persone devono sentirsi parte di qualcosa, devono percepire un'identità, devono avere un luogo, un nome, un qualcosa che le tiene insieme.

Quindi questa è secondo me la definizione corretta di community. Community di partner, perché noi lavoriamo nell'ambito B2B. I nostri principali clienti sono delle aziende ICT, quindi sono nostri partner che rivendono i nostri prodotti a dei clienti finali. E quindi noi abbiamo voluto creare tempo fa questa community, questo gruppo di partner che sono 600 aziende sparse per tutta Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia, alla Sardegna, eccetera. Quindi creare questo gruppo, con uno scopo comune, che si aiuta l'un l'altro e percepisce un senso di appartenenza.

Perché Nethesis ha deciso di creare una community

Andrea Veca

Ok, fantastico. Scusa: a beneficio di tutti, Alessio ha detto ICT vuol dire Information and Communication Technology, che è il modo ganzo con cui diciamo software al giorno d'oggi, ma una volta forse avremmo detto informatica. Scusa Alessio, non è che voglia fare il petulante e bacchettarti, ma voglio assicurarmi di non usare acronimi che per noi sono assolutamente ovvi e scontati. Non ti sto correggendo, sto solo facendo il didascalico rompiballe.

Ok, chiarissima invece in italiano, ineccepibile, la definizione di community e abbiamo capito anche che cosa intendi tu per partner e a questo punto la domanda, diciamo, da imprenditore o manager è: perché? Qual è l'obiettivo? Cioè, perché Nethesis ha avvertito a un certo punto l'esigenza di costruire una community? Tra l'altro, scusami, se ci puoi dire anche da quanto tu lavori a questo progetto. Quindi da quanto e perché.

Alessio Fattorini

Allora, la community si è formata nel 2018, quindi sono già otto anni, diciamo. Abbiamo cominciato a porre le basi nel 2017, poi è nata nel 2018. La community è nata per due esigenze, essenzialmente: una nostra e una dei nostri partner.

L'esigenza nostra era creare un'esperienza nuova. Noi facciamo prodotti, quindi volevamo creare un qualcosa che andasse oltre il rapporto tra noi e i nostri partner. Quindi creare un rapporto diverso, creare un'esperienza diversa, creare un luogo in cui era possibile trovare un confronto, dove noi potevamo dialogare apertamente con i nostri partner, dove potevamo incontrarli, dove potevamo creare una relazione più forte e più duratura. Quindi questo era l'obiettivo che avevamo noi.

Dall'altra veniva sempre più forte un'esigenza da parte loro di conoscersi, di avere un rapporto l'uno con l'altro. Loro mi dicevano sempre: noi abbiamo un rapporto con voi, Nethesis, uno a uno, ma non abbiamo un rapporto tra di noi. Io ho bisogno di capire chi sono gli altri, dove sono, come lavorano, se posso imparare da loro, se posso imparare dalla loro esperienza, eccetera. Quindi dateci la possibilità di confrontarci, di metterci insieme e di crescere insieme.

Gli “Eroi Digitali” e la nascita di un ecosistema

Alessio Fattorini

Quindi, coniugando queste due esigenze, abbiamo fatto tempo fa un evento. Noi facciamo un evento annuale, un meeting in cui raccogliamo tutti i nostri partner, un evento che ormai è diventato un migliaio di persone.

L'ultima volta ci siamo inventati questo nome, abbiamo buttato lì l'evento, si chiamava “Eroi Digitali, insieme facciamo la differenza”. Perché secondo noi chi lavora nel mondo IT al giorno d'oggi è un eroe. Quindi abbiamo inventato fulmini, magliette e quant'altro. Facevamo le musiche con i supereroi, con quelle degli eroi della Marvel.

È piaciuto un sacco, a loro è piaciuto un sacco. L'hanno voluto, hanno voluto tenerlo e per cui dopo, giocando così per scherzo, iniziando così per scherzo, l'abbiamo chiamato Meeting degli Eroi Digitali.

Però dietro comunque c'era un'idea, cioè non è nato così a caso, c'è stata una strategia, c'è stato un insieme di bisogni che si sono incontrati e che hanno fatto creare questo ecosistema.

Andrea Veca

Fantastico. Un commento che mi viene così a caldo, anche andando un attimo fuori scaletta: i clienti o i partner, scusami, hanno manifestato l'esigenza di potersi conoscere tra di loro. Cosa ne pensi di questo desiderio in un paese di campanilisti pazzesco come il nostro, in cui io vedo chiunque, cioè io faccio il fruttivendolo, ma vedo anche il panettiere come un potenziale concorrente?

Il paradosso dei concorrenti che iniziano a condividere

Alessio Fattorini

Ma è verissimo, è vero ed è un paradosso. È un paradosso che io ancora mi devo spiegare, ma è un paradosso.

Quando io ho buttato lì l'idea di questa cosa, facciamo una community, tutti i miei partner mi hanno detto: no, è impossibile, non succederà mai. Ognuno guarda il suo orticello. Tra l'altro, ribadisco, i miei partner sono concorrenti tra di loro tecnicamente, per cui loro hanno dei clienti in comune, lavorano nelle stesse città spesso e volentieri, per cui sulla carta sono concorrenti.

Quindi mi hanno detto: no, è impossibile, non andremo mai d'accordo, ma questa cosa non succederà mai, ma io non vado a condividere con gli altri quello che faccio, il mio lavoro, ma poi se gli altri vengono a sapere quello che io faccio, eccetera.

Poi scatta una cosa strana: se tu vedi altri che condividono, che raccontano come hanno risolto un determinato problema, come condividono le proprie esperienze, raccontano il loro vissuto, raccontano il loro lavoro. Io ricordo le primissime videoconferenze che facevamo, prima che ancora nascesse un po' tutto il resto, gente che raccontava, diceva, eccetera.

Quando tu capisci che quello che puoi ottenere è molto di più di quello che potresti dare agli altri, cioè i tuoi segreti, allora dici: ok, vale la pena.

La reciprocità come meccanismo che sblocca la community

Alessio Fattorini

Cioè, vedo talmente tante cose che gli altri condividono che a un certo punto mi sento portato a dare qualcosa indietro anche io. E poi lo dai e gli altri ti ringraziano e poi lo ridai e gli altri ti ringraziano e poi eccetera eccetera.

Poi parte questo volano. Per cui quella cosa ti diventa normale, una cosa che prima ti sembrava assurda. E quindi ti ritrovi in questo ciclo in cui vedi che gli altri comunque alla fine si espongono, fanno, organizzano e tu fai altrettanto pur di sdebitarti delle grandi cose che trovi all'interno dei nostri contenitori, in cui trovi tante cose interessanti.

E quindi è un paradosso che una volta che sblocchi si chiama reciprocità. Quindi quando tu vedi che ti viene dato prima, ti viene poi da fare qualcosa reciprocamente e quindi si innesta questa cosa. Però ecco, ancora me lo devo spiegare come funziona, ma funziona.

Andrea Veca

Vabbè, come appunto il calabrone che vola non dovrebbe volare, ma non lo sa e quindi vola. Quindi lunga vita al calabrone Nethesis. Mi viene da dire che gli anni di vita di questa community attestano che quando si parla di reciprocità non si fa solo riferimento a un concetto etico o romantico, ma evidentemente c'è un vantaggio anche economico, perché comunque i vostri partner sono aziende. Non sono missionari. Quindi c'è un vantaggio, chiamiamolo economico, in questa condivisione, in questa appartenenza alla comunità.

E proprio parlando di vantaggi, qual è stato il vantaggio per Nethesis? Continuate a farlo, per cui o vi piace infliggervi del dolore oppure ne traete del beneficio. Quali sono i vantaggi che avete conseguito?

Fiducia ed entusiasmo: che cosa guadagna Nethesis

Alessio Fattorini

Allora ti spiego i due vantaggi.

Il vantaggio di Nethesis è la creazione della fiducia. Cioè la community incredibilmente crea questo dialogo nuovo, quindi questa possibilità di parlare con i nostri partner in maniera diversa. E quindi in qualche modo, dialogando in maniera diversa, si è creato questo filo, questo collegamento più forte rispetto a noi. Diciamo, il nostro rapporto coi partner ante 2018 non è lo stesso che noi abbiamo adesso. E quindi si è creato questo filo e questo dà una grande dose di fiducia nei nostri confronti.

E la fiducia, se usata bene, se è gestita bene, è un grande vantaggio, perché allora noi tramite la community creiamo entusiasmo e l'entusiasmo è una grandissima leva di business. Nel senso che una persona, un cliente entusiasta è un cliente che rimane, è un cliente che continua a lavorare con te, è un cliente che crede nei tuoi prodotti, è un cliente che se domani esci fuori con una nuova cosa la prova, la testa, è contento di usarla e contento di rivenderla ai propri clienti.

La community per noi è un grande generatore di entusiasmo. E l'entusiasmo è alla base anche del business, perché se cala, un cliente probabilmente in futuro ti lascerà. Quindi lavorare con la community per noi è creare questa fiducia nei loro confronti e anche reciproca.

Crescita, confronto e vantaggi concreti per i partner

Alessio Fattorini

Il vantaggio rispetto agli Eroi Digitali. Ovviamente è bello stare insieme con altre persone, è bello fare delle esperienze, è bello trovarsi a delle cene, è bello vedersi quando siamo ai nostri eventi, vai via con tanto entusiasmo. Quindi questa è la cosa principale.

Ma chiaramente loro traggono tanti vantaggi da questa cosa qua, che sono vantaggi concreti. I vantaggi sono poter crescere, cioè imparare tante cose nuove. E farlo in una maniera più veloce possibile, perché se io sono un tuo pari, un eroe digitale, faccio degli errori, uso nuova tecnologia, la provo, la testo per tanto tempo, sbaglio, faccio un sacco di stupidaggini, imparo da quelle cose lì e a te passo quello che ho imparato.

Quindi tu non rifai gli stessi errori, non ti fai le stesse nottate sopra, non fai stare fermo il tuo cliente per tot tempo. Parti a un livello molto più avanzato perché godi dell'esperienza di un altro. Quindi soprattutto nella tecnologia è un grande vantaggio economico e anche di apprendimento.

L’altra cosa è potermi confrontare. Cioè io ho un problema, non so cosa fare: come l'hai fatto tu, come ti sei comportato tu, che esperienza hai avuto. Oppure confronti sul futuro, su come ti stai muovendo, su cosa ne pensi di questa nuova tecnologia o di questa nuova problematica che sta arrivando nel nostro mercato.

Come vi state muovendo con tutta la parte della NIS 2, tutte le direttive europee? È un mondo che continuamente è in evoluzione, non puoi affrontarlo da solo. Devi farti aiutare da un ecosistema che molto spesso è molto più avanti di te o magari ha molte più esperienze e molte più conoscenze.

Gli spazi della community e il ruolo di Nethesis

Andrea Veca

Alessio, volevo chiederti questa cosa: quanto è lo sforzo di Nethesis nella creazione di uno spazio all'interno del quale possa avvenire questo confronto? E quanto è invece la parte di comunicazione? Cioè Nethesis è parte attiva ovviamente, ma è parte attiva maggiormente per la creazione di questo spazio oppure no?

Alessio Fattorini

Allora, gli spazi in cui noi facciamo community sono molteplici. Ci sono i nostri eventi, noi adesso partiamo, facciamo un roadshow in giro per l'Italia, facciamo 12 tappe in cui andiamo a trovare i nostri partner ed è un modo per incontrarli, vederli, eccetera. Abbiamo un canale Telegram, un forum riservato soltanto a loro, dove noi spendiamo la maggior parte del tempo.

Capisco la tua domanda: è un connubio. Nel senso che si cerca di tenere un buon equilibrio tra gli Eroi Digitali che parlano, perché loro devono essere il motore reale. Perché se parla soltanto Nethesis è tutto completamente sbilanciato. Se parla soltanto l'azienda non ha senso.

Se parlano soltanto loro, ci dicono: ma no, anche noi vogliamo sapere che cosa pensa Nethesis di questo problema, di questo aspetto, di dove volete andare. Ad esempio, ultimamente è venuta fuori moltissimo una discussione sul futuro di un prodotto: il nostro centralino, cloud, non cloud, on premise, eccetera.

Allora molto spesso veniamo anche chiamati in causa. Il mio ruolo in Nethesis è tirare la giacchetta ai miei colleghi, soprattutto ai product manager ma anche agli sviluppatori, cercando di dirgli: cosa rispondiamo in questa discussione? Che cosa possiamo dire? Perché ci chiedono un parere su questa cosa qua.

Presenza senza invadenza e strumenti operativi

Alessio Fattorini

Perché magari loro hanno discusso tanto su quell'argomento, però dopo a un certo punto ci deve essere anche un parere da parte nostra, giusto anche per indirizzare la discussione. Quindi cerchiamo di tenere un equilibrio in questo senso. Essere presenti, ma non essere troppo presenti.

Anche perché se tu sei troppo presente non dai modo anche ai vari Eroi Digitali di dire la loro, di aiutarsi. Faccio un esempio: se noi facciamo supporto lì dentro è finita, perché vuol dire che poi non c'è nessun altro, non ci sono loro che si auto aiutano. Quindi teniamo un equilibrio. Ma comunque c'è un impegno, perché la macchina va tenuta in moto. Se poi ti va a folle e ti si spegne è un problema.

Andrea Veca

Ok, chiarissimo. Molto interessante questo ruolo. Insomma, siete un po' delle ostetriche, fate un lavoro per aiutare a far emergere del valore. Senti, andando un attimo fuori scaletta, perché hai già citato alcuni degli strumenti che utilizzate per fare vivere la comunità, volevo approfittarne per chiederti un punto proprio su questo aspetto, diciamo operativo. Tu hai citato il vostro grande meeting annuale, che ha superato le 1000 persone. Poi il roadshow, quindi andare in giro per il territorio e avvicinarsi ai clienti, ai partner. Poi hai citato il canale Telegram, il forum. Che cos'altro usate?

Alessio Fattorini

Ogni esperienza di confronto e di ritrovo è un'esperienza community. Noi facciamo delle videoconferenze ogni due settimane in cui ci confrontiamo online. Decidiamo dei temi. Ci sono speaker che parlano, speaker che raccontano le loro esperienze, ci sono domande. Non è un webinar, è una cosa molto più dialogata.

Eventi, corsi e Giri d’Italia: come si alimenta la relazione

Alessio Fattorini

Abbiamo dei webinar, quelli invece sono molto più indirizzati, quindi c'è Nethesis che parla generalmente e loro dall'altra parte che magari fanno domande. Ci sono i nostri corsi, che facciamo ogni tot mesi in azienda. Anche quella è un'esperienza community, perché si viene in azienda in Nethesis, si segue il corso, si va tutti a mangiare insieme, si va a cena insieme. Tra l'altro dormono tutti insieme nello stesso hotel, per cui anche lì è un modo per noi per costruire queste relazioni.

Ci sono degli eventi che noi facciamo in azienda in cui chiamiamo i nostri partner per un confronto. Ci sono tante situazioni. Ad esempio un'altra cosa che facciamo molto carina si chiama Giri d'Italia. E sono degli eventi organizzati dagli Eroi Digitali per gli Eroi Digitali. Cioè un eroe organizza un evento all'interno della sua azienda e invita tutti gli altri Eroi Digitali della zona.

Anche qua puoi capire che sono potenziali competitor della zona nella propria azienda. Noi gli diamo una mano a organizzarlo, magari facciamo pubblicità. Quindi si crea questo piccolo evento in cui ci sono varie persone che raccontano dei casi di successo ad altre persone che arrivano.

Quindi è un evento completamente auto organizzato in cui l’Eroe Digitale fa vedere come lavora. Viene fatto all'interno proprio dei negozi, degli uffici. Ed è un altro momento di grande confronto. Poi dopo si va tutti insieme a mangiare le cose locali. È anche un modo per l'organizzatore di far vedere la propria realtà e di raccontarla.

Perché poi dopo loro si conoscono, sono diventati amici, si incontrano vicendevolmente nelle aziende, fanno business insieme. Quindi poi questa cosa ha tutta una serie di conseguenze che va al di là di Nethesis.

Critiche, trasparenza e dialogo pubblico

Andrea Veca

Ok, perfetto. Grazie mille per averci illustrato le frecce al vostro arco. In realtà ho due grosse strade che potremmo prendere, però qui ovviamente il tempo è tiranno. Ti chiederei questa cosa. Chiaramente parliamo di criticità e poi invece parliamo di chi può costruire una community.

Partiamo dalle criticità. Mi viene in mente una cosa: voi fate un'opera di trasparenza pazzesca. Tu prima hai parlato a lungo della fiducia, non c'è fiducia senza trasparenza. La trasparenza vuol dire che voi vi aprite al mercato. E ai clienti che sono entusiasti, vi amano, si amano, è tutto bellissimo. Però sappiamo che talvolta alcuni partner sono meno gentili, talvolta anche meno educati. Come si gestisce questo caso che può essere fastidioso?

Alessio Fattorini

Certo, quando tu ti esponi prendi tutte le cose positive e tutte le cose negative. Quindi quando rilasci un nuovo prodotto, magari ci sono delle criticità, ci sono delle cose che non funzionano o banalmente non ha le funzionalità che si aspettavano. I partner chiaramente te lo dicono. Oppure ti fanno delle vere e proprie critiche.

E lì bisogna starci. Cioè, quello che io cerco sempre di far passare un pochino ai miei colleghi è che da una parte se tu ricevi delle critiche, anche nei nostri canali all'interno della nostra community, dà un po' fastidio, perché magari rischi di prenderla sul personale, soprattutto se hai fatto del lavoro.

Dall'altra devi cercare di prenderla come una critica costruttiva, se questa è una critica educata. Se vedi che è una critica fatta proprio per migliorare il prodotto e non soltanto per voglia di criticare.

Quando ha senso lanciare una community

Alessio Fattorini

A parte che io penso che se uno spende tempo per criticarti, comunque ci tiene, in generale. Anche se lo fa nel modo sbagliato o in modo un pochino più focoso. Però ci tiene sempre, perché avrebbe potuto prendere un'altra strada, cioè criticarti e non dirtelo.

Invece quando io spendo del tempo per dirti: secondo me non va questo, non va quest'altro, in qualche maniera io ci tengo al fatto che questo prodotto, o tu come azienda, migliori. Poi chiaramente dipende come lo fai. E in questo caso qua io dico sempre che la strada migliore è il dialogo. Cioè sedersi, scendere nell'arena e confrontarsi.

Starci, anche se alcune volte è faticoso, ha sempre tante conseguenze positive. Perché hai la possibilità di spiegare perché hai fatto determinate scelte, perché quella cosa non riuscivamo a farla diversamente, oppure anche spiegare e dire: guarda, non c'è adesso questa cosa qui, però la faremo in futuro. Oppure questa cosa qui capisco che ha queste limitazioni, però ci stiamo lavorando.

E una cosa che ho visto fortemente è anche soltanto sedersi e ascoltare. Già anche questo è una cosa utile. Noi non dialoghiamo sempre con la persona che critica, noi dialoghiamo con tutte le persone che ascoltano, con tutte le persone che leggono nel nostro caso.

Andrea Veca

Senti Alessio, per andare verso la chiusura, chi ci ascolta non necessariamente lavora nell'IT o nell'ICT. E forse chi ci ascolta non ha una clientela uniforme come quella di Nethesis. La domanda che ti voglio fare è: questa persona che ci sta ascoltando può costruire una community?

Alessio Fattorini

Allora sì. Dipende se ci sono quelle due necessità che ti raccontavo prima. Io avrei vantaggio a fare in modo che i miei clienti parlino tra di loro? Se per me è un vantaggio competitivo questa cosa qua, allora può avere senso. Questa è la prima domanda.

L'altra cosa è: loro vogliono parlarsi? Perché non basta che lo voglia io. Se non c'è un bisogno reale di parlarsi tra di loro, di conoscersi tra di loro, la cosa resta sbilanciata.

Co-creazione, adattamento e chiusura dell’episodio

Alessio Fattorini

Io l'ho visto succedere anche con clienti molto diversi tra di loro. Quindi non è detto che l'identità debba essere identica. Questa cosa può funzionare anche con persone completamente diverse, dipende se c'è un bisogno comune tra di loro. Se c'è un problema da risolvere che hanno in comune e se tu come azienda puoi aiutarli. Anche un gruppo che va a correre insieme: sono tutti diversi, eppure hanno un bisogno in comune.

Però se hanno un bisogno in comune, quello può creare un senso di appartenenza, può creare un obiettivo. Quindi sì, si può fare, ma bisogna verificare che queste condizioni esistano.

E poi bisogna testare, testare e validare tutto. Perché noi facciamo software, però l'idea che avevo in mente nel 2017 non è la stessa che poi ha preso piede. La devi adattare. Tu testi una prova, vedi se quella cosa funziona o non funziona. Loro ti dicono: no, secondo me la vorremmo fare in un modo, facciamola in un altro.

Chiaramente poi la community è co-creazione, quindi è una cosa che si fa insieme, non è una cosa che viene imposta dall'alto. E non la puoi imporre. La devi creare insieme, la devi continuare a creare insieme cercando di stare molto attento a che cosa viene fuori. Perché è molto facile poi sbilanciarla fortemente. Solo in quel modo viene la cosa migliore per tutti, in cui tutti possono trarre beneficio e vantaggio.

Andrea Veca

Alessio, io ti ringrazio moltissimo. Alessio Fattorini, Community Marketing Manager di Nethesis, sei anche una stella di LinkedIn per cui trovarti è abbastanza facile. Che dire, grazie del tuo tempo e di avere condiviso la tua esperienza.

Alessio Fattorini

Grazie Andrea. È stato un piacere ricevere un tuo invito e parlare di questi temi è sempre molto bello. Grazie anche per le domande, sono state molto interessanti, molto precise, quindi mi sono divertito molto a rispondere.

Conclusione e spunti da portarsi a casa

La registrazione finisce qui.

Grazie ancora a Alessio Fattorini.

Sintesissima da portarsi a casa:

  1. La community di Alessio parte da tre pilastri:

    a. scopo comune dei partecipanti

    b. aiuto reciproco

    c. senso di appartenenza.

  2. Vantaggi per i membri della community: accelerazione di conoscenza e crescita professionale. Questo è vero anche se i membri sono concorrenti.

  3. Vantaggi per chi organizza la community: generare entusiasmo e fiducia, entrambi potenti leve di business.

  4. Che domande farsi se si sta valutando di lanciare una community:

    a. mi interessa che i miei clienti parlino tra loro?

    b. a loro interessa parlare tra loro?

Se sei ancora qui, cara ascoltatrice, caro ascoltatore, la tua pazienza è straordinaria. Ma anche la tua dedizione. Fatto trenta, fai trentuno e:

  1. Iscriviti al podcast, metti tante stelline e scrivi una recensione

  2. Compila il sondaggio: che cosa ne pensi delle community? E che cosa ne pensi di MingaMal in generale? Ti sta aiutando in qualche modo?

  3. Se sei un MSP, iscriviti quanto prima all’evento dell’otto maggio a Verona: 2026, l’anno della crescita degli MSP.

Buone community, buon lavoro.

Ciao!